Borgo Manganaro e i comuni limitrofi dicono no alla piattaforma per il trattamento dei rifiuti solidi urbani, di Mario Liberto

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La sala Libertà di Vicari, stracolma in ogni suo posto, ha ospitato l’assemblea territoriale dei comuni di Vicari, Roccapalumba e Lercara Friddi, per dire no alla realizzazione della “Piattaforma integrata per il trattamento dei rifiuti solidi urbani con produzione  di combustibile solido secondario e biometano”, da realizzare in contrada Borgo Manganaro (Vicari) dalla s.r.l. Envex di Palermo. Al tavolo della … Continue reading

Chiusa Sclafani festeggia la 48° sagra della ciliegia, di Mario Liberto

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19055573_1464563793601417_378465246676240362_oTutto pronto per la 48° edizione della sagra delle ciliegie di Chiusa Scalafani, che si svolgerà domenica 18 giugno c.m. L’evento è patrocinato dall’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e la pesca mediterranea. A coordinare l’evento, insieme al comune, sarà la Pro-Loco chiusese e naturalmente i produttori locali.

La sagra è stata organizzata in una settimana, dall’attuale amministrazione comunale, nuova di zecca, uscita vittoriosa dalle urne in quest’ultima tornata elettorale, che ha visto primeggiare il nuovo sindaco Francesco Di Giorgio, con un consenso del 57%.

Il programma prevede:

ore 9.00 – Apertura stands espositivi (Piazza Castello)

ore 9,30 – Visita guidata ai monumenti (raduno partecipanti zona Ufficio Postale)

ore 10,30/13,00 – Degustazione delle Ciliegie (Aula Consiliare)

ore 16,00 – Visita guidata ai monumenti (raduno partecipanti zona Ufficio Postale)

ore 17,00 – Degustazione delle Ciliegie (Aula consiliare) con esibizione del corpo bandistico “Ass. Bandistica G. Rossini” di Chiusa Sclafani (Piazza Castello)

ore 22,00 – “ I MEDEA ” in concerto – Piazza Santa Rosalia (organizzato dal comitato Festeggiamenti SS. Crocifisso).

SS 189 Palermo Agrigento: i ritardi dei lavori mettono in ginocchio l’area interna della Sicilia occidentale, di Mario Liberto

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115145482-c7816e9b-bf4a-477d-bf5f-45a0c5d56abcI notevoli ritardi dei lavori di ammodernamento della SS 121, relativamente ad un tratto stradale di circa 34 km della “Palermo- Agrigento”, che va dall’attuale svincolo “Bolognetta” a quello del “Bivio Manganaro”, stanno mettendo in crisi le attività agricole, artigiane e turistiche di un vasto territorio a cavallo tra le province di Palermo, Agrigento e Caltanissetta. A farne le spese le diverse aziende agrituristiche che si sono viste ridurre la presenza di turisti, ma anche le diverse aziende agricole, produttori di formaggi, frutta, ficodindia, ecc. nonché, tutte le attività artigiane che soddisfano un’utenza palermitana.

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Ecco RurAlia la fattoria didattica nel cuore della Sicilia, di Mario Liberto

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Presentazione standard1 ruralia fotoImmersa nella natura delle aree interne siciliane, tra campi di grani antichi e di germoplasma di frutta, con il bosco e un laghetto che sollazzano la vista, inebriati dal profumo delle piante aromatiche e officinali, a contatto con gli animali della fattoria, (coniglietti, pecore, caprette, oche, galline, faraone, tacchini, asini e cavalli), alla scoperta della vita rurale, tra romanzi e saggi della ricchissima biblioteca, con le centinaia di pratiche agronomiche e della trasformazione del latte, della fascinosa arte bianca dell’utilizzo dei grani antichi, tra zappette, innaffiatoi e vasetti, per imparare le tecniche di coltivazione dell’orto, in un territorio ricco di storia, cultura  e tradizioni è nata la fattoria didattica RurAlia una struttura all’insegna del recupero della biodiversità agricola e alimentare. RurAlia affianca l’attività produttiva tradizionale a quella quelle culturale, didattica, ricreativa, divulgativa, escursionistica e sportiva, funzioni in grado di far riscoprire ai propri ospiti, grandi e piccini, il contatto con la  natura, con gli animali di bassa corte, il  profumo e il  gusto fresco e genuino dei prodotti tipici legati alla cultura contadina, uno stile di vita salutare e in armonia con la natura e il rispetto dell’ambiente, insomma, un luogo ideale anche per gli studenti di ogni ordine e grado, e non solo, desiderosi di conoscere la realtà del cibo sano e genuino. Continua a leggere

Il borgo rurale di Màrcatobianco: identità e prodotti tipici d’eccellenza, di Mario Liberto

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marcatobianco-tipicitàMàrcatobianco, nonostante situato a ridosso del centro abitato del comune di Alia, fa parte del territorio di Castronovo di Sicilia (Pa), di cui dista 11,42 chilometri. La piccola comunità, costituita da una decina di famiglie, ha saputo mantenere nel tempo una forte identità, elemento di successo e di aggregazione. La frazione o località di Màrcatobianco, conta 113 abitanti e si trova a 645 m s.l.m.

La Storia

L’antropizzazione del feudo si fa risalire agli inizi del primo secolo, infatti, nei pressi dell’attuale centro abitato, dall’esame di un enorme materiale fittile, è possibile risalire alla presenza di una fattoria romana. Nei primi dell’XI secolo Màrcatobianco era chiamato feudo di Bonifato, feudum Bonifato, sembra, infatti, che tale nome derivi dal Gaito, Aly-El-Bonìfati, che esercitava nell’intero territorio aliese il ruolo di governatore locale con il compito di riscuotere le tasse e praticare la giustizia. Il primo riferimento storico del casale “Bonifato”, oggi Màrcatobianco ci perviene da un documento del 1176 e nel 1396 è registrato come feudo. Successivamente, finita la dominazione musulmana, il feudo di Bonifato fu sostituito con il nome Màrcatu Blancu; sembrerebbe che la denominazione Marcatu, derivi dal luogo dove venivano ammassati gli animali per la pratica di mungitura e ricovero, mentre la seconda parte del nome, cioè Blancu, dal colore chiaro dei terreni diffusi nel medesimo territorio. E’ da ritenere, che Blancu possa intendersi anche, come la concessione a titolo gratuito dell’utilizzo del Màrcatu del signore locale. Continua a leggere

Una sagra dedicata alla “Fava ciamputa” di Mario Liberto

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marcatobianco tipicitàE’ dedicata alla “Fava ciamputa” la sagra che si terrà sabato 20 maggio 2017 a partire dalle ore 9.00 a Marcatobianco, Borgo rurale  a 4 km dal Comune di Alia (PA). Si tratta di un primo passo verso un progetto più ampio, rivolto alla salvaguardia dell’identità, la salvaguardia della biodiversità, delle tradizioni e dei sapori locali. Un progetto che abbraccia l’intero comprensorio del piccolo borgo famoso per una pastorizia unica nel territorio siciliano. Ma torniamo alla fava. La “Fava ciamputa “ cioè piatta e larga come una mano, in siciliano spesso utilizziamo il termine ciampa per indicare quest’arto. La fava era utilizzata in cucina per la preparazione di diversi piatti ed aveva un posto importante nell’alimentazione umana in quanto fonte proteica per eccellenza al punto di essere annoverata come “carne dei poveri”. Continua a leggere

I sindaci di Castronovo di Sicilia e Caltabellotta all’ombra del massiccio del Kassar per rilanciare “La via della pace” , di Mario Liberto

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Presentazione standard1Castronovo di Sicilia – I sindaci di Castronovo di Sicilia e Caltabellotta si sono incontrati all’ombra del massiccio del Kassar per rievocare la storica pace che pose fine alla Guerra del Vespro. Hanno così battezzato e presentato il nuovo percorso che sarà promosso e speriamo transitato per gli anni avvenire. Un evento voluto e realizzato  dall’animatore territoriale Nino Di Chiara. Nel corso del settecentesimo anniversario, l’Amministrazione comunale, presieduta dall’allora sindaco Licata, partecipò agli avvenimenti celebrativi di Caltabellotta con l’individuazione della “Strada della Pace”.

Ma veniamo agli avvenimenti storici del territorio Sicano.

Intorno al 1265 in Sicilia regnava il temibilissimo e feroce Carlo conte d’Angiò e di Provenza, fratello del re Santo Luigi IX. La corona della Sicilia gli era stata concessa dal papa Urbano IV prima, e confermata dal suo successore Clemente IV, entrambi francesi, a seguito del pagamento di un tributo. Il nuovo re venne incoronato nella basilica di S. Giovanni in Laterano in Roma da quattro cardinali delegati dal Papa ed in quanto capo dei Guelfi, gli fu consegnato anche il gonfalone della Chiesa. Il nuovo sovrano fissò la sua residenza a Napoli lasciando abbandonata Palermo e la Sicilia. Continua a leggere