‘A Busacchinara, una sagra per valorizzare la regina della tavola di Mario Liberto

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sagra cipolla bisacquino 012L’appellativo “busacchinara” non è riferita ad una bella donzella del comune di Bisacquino, ma ad una suadente cipolla che, anno dopo anno, acquiesce nuovi estimatori. Alla “regina della tavola”, denominata anche “gigante di Bisacquino” i la comunità locale dedica una suntuosa sagra. Il seducente odore di questo prelibato ortaggio, a metà di Agosto, riempie ogni angolo della cittadina dei monti Sicani. Questa nobile ortiva è stata, per le sue virtù terapeutiche, esaltata in tutti i tempi. Il suo nome botanico, Allium Cepa, non ci dice molto, eppure è un elemento fondamentale della nostra cucina. La Sicilia dispone di un ampio patrimonio di popolazioni locali prodotti prevalentemente per la produzione di bulbi da serbo.  Le cultivar vengono classificate in base alla forma, (allungate o a fuso ed ovali, a trottola, sferiche, subsferiche e piatte), al colore delle scaglie (bianche, gialle rosse, e viola di varia intensità), al periodo di coltivazione e alla destinazione del prodotto. La cipolla di Bisacquino è una varietà molto grossa schiacciata ai poli, dalla tunica rossastra, dolcissima al gusto, molto aromatica, dalla consistenza morbida e carnosa. Il bulbo può superare, abbondantemente, il chilogrammo. L’areale di produzione è il territorio di Bisacquino (Pa) e i territori limitrofi. Si presume che l’origine di questo ortaggio sia l’Asia occidentale.  Continua a leggere

Limoni: mercato incomprensibile, nel frattempo Bagheria celebra dal 5 al 7 agosto il “Verdello Fest”. Mario Liberto

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800px-Granita_briocheChiunque si accosta ad una bancarella di un fruttivendolo o al banco della frutta dei supermercati non può fare a meno di accorgersi del costo esorbitante dei limoni. Quelli argentini spuntano prezzi mediamente di €. 2.50/Kg, mentre quelli nostrani, classificabili come limiuna di ‘nterra raggiungono prezzi di 1 € al Kg.; gli agricoltori viceversa lamentano che i commercianti sono disponibili ad acquistarli a 10 centesimi il chilo. Cosa sta succedendo? Un andamento di mercato, che qualcuno l’anno scorso definì eccezionale e che invece si sta riproponendo anche quest’anno. Per Fernando Vinaccia, patron de La Costiera azienda leader nella produzione e commercializzazione dei limoni: “Questi prezzi sono determinati da una sostanziale carenza di prodotto”. “I quantitativi sono pochi per tutti, manca il prodotto spagnolo, di italiano ce n’è poco e quindi per la legge del mercato i prezzi sono in salita. Ma avevamo previsto questa situazione già dallo scorso anno, sarà un’estate tribolata”, osserva l’imprenditore che, come tanti altri operatori, è in attesa di capire che influenza avrà il prodotto in arrivo dall’Argentina. “Attualmente i limoni sudamericani non sono molti, ma da quel che ho capito nei prossimi venti giorni ci dovrebbe essere più disponibilità e anche i prezzi potrebbero stabilizzarsi. Ma se devo fare una previsione – prosegue Vinaccia – le quotazioni saliranno ancora, potranno arrivare sino a 3 euro il chilo. Ci sarà da soffrire fino a settembre-ottobre, quando avremo la nuova produzione e, con le nuove quantità, i prezzi si calmiereranno. Le vendite? Scorrevoli, anche se i prezzi alti non aiutano i consumi”. Continua a leggere

Quando il pane si faceva nero non per gusto, ma per necessità di Mario Liberto

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Pane nero Timilia di SiciliaVi prego non chiamatelo più “pane nero di Castelvetrano” o “Nero delle Madonie” o con altri centinaia di nomi, ma semplicemente “pane di Tumilia o Tumminia di Sicilia”. Questa varietà di grano è dei contadini siciliani, a loro va dato il merito d’averla saputo conservare e migliorare, dopo che l’Unione europea l’aveva declassata non considerandola meritoria del premio comunitario, e lasciata a marcire tra i ricordi di una malaugurata povertà di un tempo.

 La storia della Timilia

 Il “pane nero”, ricordato per la sua colorazione scura è realizzato, oggi come allora, con una varietà di grano: la Timilia, Tumilia, Tumminia, (Triticum durum var. affine), un tempo diffuso in tutta l’isola e considerato un frumento di secondaria importanza. La sua origine è antichissima. Era conosciuto al tempo dei Greci con il nome di Trimeniaios, agli ellenici si deve l’introduzione di questa varietà di frumento nel territorio siciliano. In epoca romana era conosciuto, come riferisce Columella, con il nome di Trimestre, e veniva utilizzato come cereale di ripiego per la semina primaverile. Continua a leggere

AGEA una macchina che va a rilento, di Mario Liberto

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indexNel mese di giugno scorso il settimanale Terra e Vita ha lanciato un sondaggio sul giudizio di funzionamento di AGEA; la stessa testata, nella presentazione dei risultati, giustamente, dice che: “Abbiamo semplicemente voluto verificare fra i nostri lettori che sono intervenuti spontaneamente sul sito, quale fosse l’opinione sul funzionamento di Agea”.

Il risultato ha evidenziato che oltre l’80% degli intervistati considera negativo o molto negativo l’operato di Agea. Individuando nei seguenti punti la debolezza dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura? Al primo posto (53%) i ritardi nei pagamenti, al secondo (51%) i software non funzionanti, al terzo (45%) l’eccesso di burocrazia, al quarto (30%) la carenza di comunicazione con gli agricoltori e infine al quinto posto (5%) i controlli inefficaci. Dunque gli agricoltori italiani hanno le idee molto chiare sul malfunzionamento della macchina burocratica di Agea, perché ne subiscono ogni anno i danni sulle proprie tasche. Continua a leggere

E se il Ceta fosse un’opportunità, di Mario Liberto

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ceta 2L’estate del 2017 sarà ricordata, oltre per le elevate temperature e gli incendi dolosi, anche per il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), cioè l’accordo di libero scambio tra il Canada e l’Unione Europea, provvedimento approvato a Strasburgo con 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astensioni, che per essere reso esecutivo deve essere approvato anche dai parlamenti nazionali e regionali dei 28 Stati membri.

Cosa prevede l’accordo commerciale

Il Comprehensive Economic and Trade Agreement ha come obiettivo principale quello di generare crescita e posti di lavoro attraverso la promozione degli scambi commerciali e il rafforzamento delle relazioni economiche e introduce nuovi standard su salute, diritti sociali, sicurezza alimentare e ambientale.

I rapporti commerciali tra le due aree geografiche

Dai dati degli interscambi degli ultimi due anni risulta che l’Ue è per il Canada il secondo partner commerciale dopo gli Usa, il cui valore è di circa il 10% del suo commercio estero, mentre per l’Europa il Canada è dodicesimo nella classifica dei rapporti commerciali, quindi abbastanza deficitario. I dati statistici evidenziano inoltre alcuni elementi che arricchiscono l’approfondimento: nel 2015 gli scambi di merci hanno raggiunto i 53 miliardi di euro; inoltre, Ue e Canada si scambiano 28 miliardi in servizi. La Commissione Ue stima che con il Ceta ci sarebbe un aumento di 12 miliardi l’anno; nel 2012 gli investimenti europei in Canada ammontavano a circa 260 miliardi di euro; gli investimenti diretti canadesi in Ue hanno superato i 142 miliardi di euro. Con un Pil reale di 1,572 miliardi di dollari USA (stima FMI 2015), il Canada è un Paese a reddito elevato, con solide basi economiche e finanziarie, ricco di materie prime e con una cospicua base industriale.

Il settore primario contribuisce al Pil per circa il 9%, quello secondario  per il 20%, ed il terziario per circa il 71%.Quindi si può dedurre che i rapporti commerciali tra le due aree geografiche hanno una consistenza economica davvero interessante. Continua a leggere

Un autotreno carico di rotoballe e solidarietà, di Mario Liberto

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foto Gianpiero CinciminoSotto un caldo rovente che supera di poco i 36 gradi è partito dal territorio dei Monti Sicani (Prizzi, Lercara Friddi e Castronovo di Sicilia) un enorme autotreno stracolmo di rotoballe di paglia e fieno con destinazione Chiaramonte Gulfi. E’ questo il secondo carico di foraggio che gli allevatori e agricoltori sicani fanno pervenire ai loro sfortunati colleghi chiaramontani. Un carico che non è solo fatto di beni materiali ma frammisto di solidarietà, condivisione, identità e appartenenza per una categoria che sta soffrendo maledettamente la mancanza di una politica capace di garantire la normalità gestionale fatta di sburocratizzazione, prezzi dignitosi, eliminazione delle concorrenze sleali, aiuti  comunitari comprensibili e pagati nei termini, ecc.; insomma, quello che chiedono gli operatori è una “Politica” per un mondo rurale a cui venga garantito il sacrosanto diritto ad esistere e continuare a vivere dignitosamente. L’iniziativa solidale, per i danni subiti dai devastanti incendi che hanno raso a suolo intere aziende di Chiaramonte Gulfi lanciata dall’Unione Allevatori di Sicilia, con in testa il suo presidente Carmelo Galati Rando, attraverso questa gara di solidarietà regionale di tutti i loro associati, sta dando una risposta concreta a questi sfortunati allevatori che si sono visti privare del proprio patrimonio aziendale. Continuano ad arrivare, tra l’altro, i versamenti che vengono regolarmente pubblicati dalla presidenza sulla chat dell’Associazione, aiuti economici il cui IBAN è: IT93F0200882610000101420556, con la causale: “Donazione per allevatori comune di Chiaramente”. Nonostante la solidarietà e la condivisione, la Sicilia continua ad essere presa di mira da piromani e delinquenti che stanno distruggendo un immenso patrimonio vegetale ed animale che rappresenta una delle ricchezze più prestigiose della nostra terra. Un’azione quasi strategica a macchia di leopardo. Finito di domare le fiamme che hanno rischiato di distruggere la pineta di Roccapalumba, l’indomani è la volta di Bivona con la distruzione di Pizzo Kadera e la Montagna delle Rose e ancor prima altre meravigliose aree siciliane (Nebrodi, Madonie, ecc., il tutto come se esista un piano strategico malavitoso regionale. Insomma, non c’è pace per questa estate siciliana, la cui resistenza viene indebolita dal disinteresse della politica regionale a cui interessa, oltre a trovare l’uomo giusto da candidare al governo dell’isola, accaparrarsi qualche posto di sottogoverno.

Unione Allevatori: un fiume di solidarietà, anche un conto corrente, per le aziende di Chiaramonte

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Foto prelevata dalla chat Allevatori e AgricoltoriE’ un’iniziativa nobile e di grande sensibilità quella intrapresa dall’Unione Allevatori di Sicilia, con in testa il suo presidente Carmelo Galati Rando, che attraverso la chat della medesima organizzazione ha lanciato una gara di solidarietà per i “danni subiti dai devastanti incendi che hanno raso a suolo intere aziende di Chiaramonte Gulfi”. L’Associazione ha istituito un conto corrente per la raccolta fondi, per coloro che “vogliono far sentire attraverso piccole e grandi donazioni” attraverso il seguente IBAN: IT93F0200882610000101420556, con la causale: Donazione per allevatori comune di Chiaramente. La chat degli Allevatori e Agricoltori è letteralmente impazzita dopo che sono state postate le immagini cruciali delle aziende completamente bruciate, con i poveri animali arsi vivi. Da ogni parte della Sicilia gli associati dell’ Unione Allevatori stanno facendo confluire prodotti come “balloni” di fieno e paglia e animali in grado di ricomporre il patrimonio zootecnico, andato in fumo, di questi sfortunati allevatori. Mentre è scattata la solidarietà è la solerzia per questa iniziativa, tutti sperano nella Regione che possa fare qualcosa per questi sfortunati “eroi” che hanno perso tutto e rischiano di perdere per sempre la loro attività.

Borgo Manganaro e i comuni limitrofi dicono no alla piattaforma per il trattamento dei rifiuti solidi urbani, di Mario Liberto

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La sala Libertà di Vicari, stracolma in ogni suo posto, ha ospitato l’assemblea territoriale dei comuni di Vicari, Roccapalumba e Lercara Friddi, per dire no alla realizzazione della “Piattaforma integrata per il trattamento dei rifiuti solidi urbani con produzione  di combustibile solido secondario e biometano”, da realizzare in contrada Borgo Manganaro (Vicari) dalla s.r.l. Envex di Palermo. Al tavolo della … Continue reading

Chiusa Sclafani festeggia la 48° sagra della ciliegia, di Mario Liberto

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19055573_1464563793601417_378465246676240362_oTutto pronto per la 48° edizione della sagra delle ciliegie di Chiusa Scalafani, che si svolgerà domenica 18 giugno c.m. L’evento è patrocinato dall’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e la pesca mediterranea. A coordinare l’evento, insieme al comune, sarà la Pro-Loco chiusese e naturalmente i produttori locali.

La sagra è stata organizzata in una settimana, dall’attuale amministrazione comunale, nuova di zecca, uscita vittoriosa dalle urne in quest’ultima tornata elettorale, che ha visto primeggiare il nuovo sindaco Francesco Di Giorgio, con un consenso del 57%.

Il programma prevede:

ore 9.00 – Apertura stands espositivi (Piazza Castello)

ore 9,30 – Visita guidata ai monumenti (raduno partecipanti zona Ufficio Postale)

ore 10,30/13,00 – Degustazione delle Ciliegie (Aula Consiliare)

ore 16,00 – Visita guidata ai monumenti (raduno partecipanti zona Ufficio Postale)

ore 17,00 – Degustazione delle Ciliegie (Aula consiliare) con esibizione del corpo bandistico “Ass. Bandistica G. Rossini” di Chiusa Sclafani (Piazza Castello)

ore 22,00 – “ I MEDEA ” in concerto – Piazza Santa Rosalia (organizzato dal comitato Festeggiamenti SS. Crocifisso).